Cinque cose da sapere prima di scendere sul decumano
- Spaccanapoli non è il nome ufficiale. Lungo il percorso la strada si chiama via Pasquale Scura, via Benedetto Croce, via San Biagio dei Librai, via Vicaria Vecchia, via Forcella, via Giudecca Vecchia, via Ottavio Tupputi: sette targhe, nessuna dice Spaccanapoli. Il perché sta in come nasce il soprannome.
- Da un capo all’altro sono circa due chilometri, ma il tratto monumentale, da piazza del Gesù Nuovo a via Duomo, è poco più di un chilometro e si cammina in circa mezz’ora senza entrare da nessuna parte. I conti esatti sono in quanto è lunga.
- La strada è gratis, gli interni no. Il chiostro maiolicato di Santa Chiara, la Cappella Sansevero e il sottosuolo hanno un biglietto proprio; una visita guidata pesa diversamente a seconda di quanti ingressi si porta dentro. Spieghiamo cosa fa la differenza in quanto costa.
- Via San Gregorio Armeno non è Spaccanapoli. È la traversa dei presepi che collega via dei Tribunali al decumano inferiore, e dai primi di novembre al 6 gennaio si percorre spalla a spalla: quando conviene andarci.
- I Quartieri Spagnoli sono un’altra zona. Stanno a monte di via Toledo, sul lato opposto rispetto al decumano, e nascono nel Cinquecento come alloggi delle guarnigioni spagnole: la differenza in due minuti.
Cosa non si paga e cosa si prenota
La confusione più frequente che sento è questa, quindi la metto in chiaro subito: da una parte la strada, dall’altra quello che ci si apre sopra.
Cosa non si paga
- Camminare Spaccanapoli per intero, a qualsiasi ora: è strada pubblica e non chiude
- Piazza del Gesù Nuovo con la guglia dell’Immacolata e la facciata a bugne di piperno
- La chiesa di Santa Chiara, che ha ingresso separato dal chiostro
- Piazzetta Nilo con la statua del dio Nilo, quella che qui chiamano il Corpo di Napoli
- Guardare le botteghe di presepi in via San Gregorio Armeno, che lavorano tutto l’anno e non solo a dicembre
Cosa si prenota
- La guida, che è il vero motivo per cui un tour vale: davanti a un portone chiuso, da soli, non si capisce niente
- La Cappella Sansevero, a ingresso con fascia oraria e sale strette
- Il chiostro maiolicato di Santa Chiara, con i riggiole dipinti da Donato e Giuseppe Massa fra il 1739 e il 1742
- Gli assaggi, se scegli un giro di street food invece di un giro storico
- Il formato privato, quando conta il ritmo più del prezzo: quando ha senso
Il decumano tappa per tappa, da ovest a est
Le porte che si aprono sulla linea dritta, nell’ordine in cui le incontri.
Il tratto che si cammina meglio va da piazza del Gesù Nuovo a via Duomo: poco più di un chilometro, circa mezz’ora di passo lento se non entri da nessuna parte, mezza giornata se entri. Le tappe in versione lunga stanno in cosa vedere.
- Piazza del Gesù Nuovo — La facciata a bugne di piperno a punta di diamante era il palazzo dei principi Sanseverino, 1470. In piazza c’è la guglia dell’Immacolata.
- Complesso di Santa Chiara — Basilica trecentesca voluta da Roberto d’Angiò. Il chiostro maiolicato, rivestito dai riggiole di Donato e Giuseppe Massa fra il 1739 e il 1742, ha un ingresso a pagamento separato dalla chiesa.
- Piazza San Domenico Maggiore — Nel convento insegnò Tommaso d’Aquino e studiò Giordano Bruno. È la piazza dove ci si ferma volentieri.
- Cappella Sansevero — In via Francesco de Sanctis, a pochi passi dalla strada: il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, 1753, e nella cavea sotterranea le due macchine anatomiche. Ingresso a fascia oraria, sale piccole, niente fotografie dentro.
- Piazzetta Nilo — Largo Corpo di Napoli: la statua del dio Nilo, che i napoletani chiamano così, e accanto Sant’Angelo a Nilo.
- Via San Gregorio Armeno — Taglia in perpendicolare e collega via dei Tribunali al decumano inferiore. La chiesa fu fondata intorno al 930 su un tempio dedicato a Cerere e intitolata a san Gregorio Armeno solo nel 1205; il campanile scavalca la strada come un ponte.
- San Lorenzo Maggiore — Sul decumano maggiore, a un passo dalla traversa dei presepi: da qui si scende agli scavi sotto la basilica.
- Via Duomo — Qui finisce il tratto monumentale. Oltre, verso est, il decumano diventa più residenziale e la sera più silenzioso: dove finisce davvero la strada è in dove inizia e dove finisce.
Nessuna di queste tappe richiede un tour per essere vista da fuori. Il tour serve per entrare senza organizzare niente e per avere qualcuno che racconti quello che hai davanti: quanto tempo mettere in conto sta in quanto tempo serve.
Come si prenota, in tre passaggi
Decidi cosa ti serve davvero
Racconto storico, ingressi inclusi, assaggi o guida tutta per te. Sono quattro giri diversi, non versioni più o meno care dello stesso giro.
Controlla data e lingua
Sul riquadro di prenotazione trovi le partenze reali, la lingua e il prezzo aggiornato. Alcune opzioni hanno un minimo di partecipanti per lingua.
Prenoti e ti presenti al ritrovo
Conferma immediata, biglietto sul telefono, cancellazione gratuita nei termini indicati. Il punto d’incontro cambia da tour a tour: leggilo prima di uscire dall’hotel.
Disponibilità del tour più prenotato del centro antico
Se vuoi una scelta sicura e una sola: due ore e mezza dal Gesù Nuovo al Duomo, con l’ingresso alla Cappella Sansevero e al chiostro di Santa Chiara già dentro. Il prezzo aggiornato lo vedi qui sotto.
Racconto, ingressi o assaggi: quale dei tre
Tre giri che partono quasi dallo stesso punto e finiscono in modi molto diversi. Il confronto completo dei sei è in tutti i tour.
| Napoli: tour guidato del centro antico tra origini, culti e leggende | Scelta consigliataNapoli: tour del centro con Cristo Velato e Chiostro di Santa Chiara | Napoli: tour guidato dello street food con spritz | |
|---|---|---|---|
| Durata | 2,5 ore | 2,5 ore | 2,5 ore |
| Ritrovo | Piazza Bellini | Piazza del Gesù Nuovo 7, davanti all’ufficio informazioni | Piazza Bellini, accanto ai resti greci a livello strada |
| Ingressi inclusi | Nessuno: si resta sulla strada e nelle piazze | Cappella Sansevero e chiostro di Santa Chiara, in date e orari selezionati | Nessuno: il percorso è tutto all’aperto |
| Assaggi | Solo una pausa caffè lungo il percorso | Non previsti | Assaggi e bevande inclusi lungo tutte le tappe |
| Lingue | Italiano, inglese, francese, spagnolo | Italiano | Inglese |
| Ideale per | Chi vuole le origini, i culti e le leggende del centro antico | Chi è a Napoli per la prima volta e vuole entrare senza organizzare nulla | Chi preferisce capire la città mangiando quello che si mangia qui |
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Galleria fotografica
Spaccanapoli, otto passi alla volta
Le tappe che i tour di questa pagina attraversano davvero.
I sei tour che camminano davvero il decumano
Li abbiamo separati per formato, non per fascia di prezzo: cambia cosa fanno, non quanto sono lussuosi. Le schede complete stanno in recensioni.
Il più prenotatoNapoli: tour del centro con Cristo Velato e Chiostro di Santa Chiara
Origini e leggendeNapoli: tour guidato del centro antico tra origini, culti e leggende
Con degustazioniNapoli: tour guidato dello street food con spritz
Solo Cristo VelatoNapoli: Cristo Velato e Cappella Sansevero con guida
Nome e cognomeNapoli: tour a piedi del centro antico e di Spaccanapoli
Guida tutta per teNapoli: tour privato a piedi del centro storico
Cosa scrivono quelli che li hanno fatti
Frammenti di recensioni lasciate su GetYourGuide dai viaggiatori che hanno prenotato.
La guida era Nicoletta. L’avrei ascoltata tutto il giorno.
Equilibrio perfetto fra storia e racconto, senza mai perdere il filo.
Daniela è energica e divertente, e le tappe di cibo sono tante.
Il Cristo Velato è una delle cose più belle che abbia mai visto.
Miriam conosce i posti nascosti: percorso essenziale, ma interessante.
Con una guida tutta tua è il modo migliore per vedere il centro storico.
Valutazioni e numero di recensioni sono i dati live di GetYourGuide. Leggi le nostre recensioni complete ›
Risposte rapide, prima di prenotare
Le cose che mi chiedono in libreria da anni, con la risposta che darei a un amico in piedi davanti alla guglia.
Devo prenotare per camminare Spaccanapoli?
No. La strada è pubblica, aperta e senza biglietto, di giorno e di sera. Si prenota la guida e si prenotano gli interni. Se vuoi solo camminare, ti bastano scarpe adatte al basolato.
Meglio il giro storico o quello di street food?
Dipende da cosa ti resta in tasca a fine giornata. Il giro storico spiega cosa stai guardando; quello di street food ti fa assaggiare e cammina meno in profondità nella storia. La lista degli assaggi è in cosa provare per strada.
A che ora conviene andarci?
La mattina presto, quasi sempre. D’estate a mezzogiorno la strada è stretta e senza ombra, e dai primi di novembre al 6 gennaio la traversa dei presepi si percorre spalla a spalla. Le stagioni in dettaglio sono in quando andare.
Ci si arriva facilmente in metro?
Sì. Linea 1 a Dante, da cui si scende per Port’Alba, oppure a Duomo o Università se arrivi da Napoli Centrale. Montesanto e Cavour restano a pochi minuti a piedi: tutte le combinazioni in come arrivare.
Con i bambini funziona?
Funziona, con qualche accortezza: il basolato è scomodo per i passeggini e i motorini passano anche nei tratti stretti. I presepi e il gelato reggono bene i tempi di attenzione corti: dettagli in Spaccanapoli con i bambini.
Non trovi la data giusta?
Guarda le altre partenze disponibili nel centro antico e scegli quella che entra nel tuo programma: conferma immediata e cancellazione gratuita.
Spaccanapoli, spiegata
Spaccanapoli è il decumano inferiore della Neapolis romana e la plateia della città greca: una linea dritta di circa due chilometri che attraversa da ovest a est il centro storico di Napoli, non compare su nessuna targa stradale, non ha un biglietto d’ingresso, e deve il soprannome alla vista dall’alto, da cui sembra tagliare in due la città.
Ho lavorato anni in una libreria di via San Biagio dei Librai, e la domanda che sentivo di più me la facevano persone che ci stavano già camminando sopra: scusi, dov’è Spaccanapoli. Non sono distratte loro. È la strada che non si presenta.
Perché sembra di non averla trovata
Spaccanapoli è un soprannome popolare, e i soprannomi non finiscono sulle targhe. Camminando verso est la stessa strada si chiama via Pasquale Scura, via Benedetto Croce, via San Biagio dei Librai, via Vicaria Vecchia, via Forcella, via Giudecca Vecchia, via Ottavio Tupputi. Sette nomi per un solo rettilineo. Il nome che usano gli archeologi è decumano inferiore: uno dei tre assi paralleli del centro antico, con il maggiore, che oggi è via dei Tribunali, e il superiore, dalle parti di via dell’Anticaglia. La griglia che formano viene ricondotta al modello ippodameo: qui si va dritti, oppure si taglia in perpendicolare.

Quanto è lunga davvero
Da un capo all’altro sono circa due chilometri. Il tratto che vale la pena camminare è però più corto: da piazza del Gesù Nuovo a via Duomo è poco più di un chilometro, e a passo lento, senza entrare da nessuna parte, si fa in circa mezz’ora, che non è una giornata: la giornata serve se apri le porte. Il centro storico di Napoli è patrimonio UNESCO dal 1995 ed è il più esteso d’Italia, circa 17 km², di cui circa 10,2 nell’area tutelata.
Che cosa si apre sulla strada
Si comincia da piazza del Gesù Nuovo, con la guglia dell’Immacolata e la facciata a bugne di piperno a punta di diamante che era il palazzo dei principi Sanseverino, del 1470. Poco più avanti il complesso di Santa Chiara: la basilica trecentesca voluta da Roberto d’Angiò, e il chiostro maiolicato, rivestito dai riggiole di Donato e Giuseppe Massa fra il 1739 e il 1742. Il chiostro ha un ingresso a pagamento, separato dalla chiesa.
Poi piazza San Domenico Maggiore, dove nel convento insegnò Tommaso d’Aquino e studiò Giordano Bruno. A pochi passi, in via Francesco de Sanctis, la Cappella Sansevero: il Cristo Velato lo scolpì Giuseppe Sanmartino nel 1753, dopo la morte di Antonio Corradini nel 1752, e nella cavea sotterranea stanno le due macchine anatomiche, tradizionalmente attribuite a Giuseppe Salerno intorno al 1763. Tutto voluto da Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero. Ingresso a fascia oraria, sale piccole, dentro non si fotografa. Più giù piazzetta Nilo, con la statua del dio Nilo che qui chiamano il Corpo di Napoli, e accanto Sant’Angelo a Nilo. Sui lati i palazzi Marigliano, Filomarino, dove visse Benedetto Croce, e Pinelli.

Che cosa è gratis e che cosa no
La strada non si paga. È pubblica, aperta a qualsiasi ora, in parte pedonale, anche se i motorini passano lo stesso. Si pagano gli interni, che hanno ciascuno il proprio biglietto: il chiostro di Santa Chiara, la Cappella Sansevero, il sottosuolo. E si paga la guida, se la vuoi. Quando confronto due tour non guardo per prima cosa la cifra, ma quanti ingressi si portano dentro, se ci sono assaggi, se il formato è di gruppo o privato: sono quelle voci a muovere il conto, e il prezzo aggiornato sta sul riquadro di prenotazione. Il resto è in quanto costa.
Quando andarci
La mattina, quasi sempre. D’estate a mezzogiorno la strada è stretta e senza ombra. Dai primi di novembre al 6 gennaio via San Gregorio Armeno si percorre spalla a spalla, quindi meglio presto o in un giorno feriale. Con la pioggia il basolato diventa scivoloso. Poi: molte chiese chiudono a metà giornata, indicativamente fra mezzogiorno e mezzo e le quattro e mezza, e vogliono spalle e ginocchia coperte. Se il tuo programma prevede tre chiese fra l’una e le tre, il programma va rifatto.

L’errore che sento più spesso
Il primo: via San Gregorio Armeno non è Spaccanapoli. È la traversa che collega in perpendicolare via dei Tribunali al decumano inferiore, ed è la strada delle botteghe di presepi, che lavorano tutto l’anno e non solo sotto Natale. La chiesa fu fondata intorno al 930 su un tempio dedicato a Cerere e intitolata a san Gregorio Armeno solo nel 1205; il campanile scavalca la strada come un ponte fra i due conventi. Il secondo: i Quartieri Spagnoli sono un’altra zona, a monte di via Toledo, sul lato opposto rispetto al decumano, nati nel Cinquecento come alloggi delle guarnigioni spagnole. Da piazza del Gesù a via Toledo sono pochi minuti a piedi, e la confusione nasce da lì.
Arrivarci, e poi guardarla da lontano
La Linea 1 della metropolitana serve tutto il tratto: Dante all’estremità ovest, da cui si scende per Port’Alba, poi Museo, Università e Duomo; Montesanto e Cavour restano vicini. Da Napoli Centrale si prende la Linea 1 fino a Duomo o Università, oppure si cammina una ventina di minuti lungo corso Umberto I. E se vuoi capire da dove viene il nome, sali: funicolare di Montesanto fino a Morghen, poi la Certosa di San Martino e il belvedere. Da lì la linea si vede intera.
Serve una guida
Per camminare, no: si cammina benissimo da soli. Ma dentro una cappella dove ogni statua è un rebus costruito apposta, senza qualcuno che parli si guarda e basta. Una visita guidata di due ore e mezza tiene insieme il racconto e gli ingressi, e ti evita di scoprire alla biglietteria che oggi il chiostro non entra nel tuo orario. Chi ha poco tempo prende solo la visita breve della Cappella Sansevero; chi cammina piano sta meglio in privato. Quale conviene a te, senza giri di parole, sta in ne vale la pena.
Domande frequenti
Perché Spaccanapoli è così famosa?
Perché è la linea più riconoscibile di Napoli: il decumano inferiore della città romana, dritto per circa due chilometri dentro il centro storico più esteso d’Italia, patrimonio UNESCO dal 1995. In poche centinaia di metri si affacciano il Gesù Nuovo, Santa Chiara, San Domenico Maggiore e, a pochi passi, la Cappella Sansevero. L’elenco in ordine sta in cosa vedere.
Dove inizia e dove finisce Spaccanapoli?
A ovest si comincia dalla zona di via Pasquale Scura, sopra via Toledo, e si finisce a est verso via Ottavio Tupputi. Il tratto che interessa quasi tutti è però quello monumentale, da piazza del Gesù Nuovo a via Duomo. Dove conviene partire lo spieghiamo in dove inizia e dove finisce.
Che differenza c’è tra Spaccanapoli e i Quartieri Spagnoli?
Sono due posti diversi e nemmeno adiacenti nel modo in cui la gente immagina. Spaccanapoli è il decumano inferiore, dentro il centro antico; i Quartieri Spagnoli stanno a monte di via Toledo, sul lato opposto, e nascono nel Cinquecento come alloggi delle guarnigioni spagnole. Da piazza del Gesù a via Toledo sono pochi minuti a piedi: il confronto per intero.
San Gregorio Armeno e Spaccanapoli sono la stessa cosa?
No. Via San Gregorio Armeno è una traversa che taglia in perpendicolare e collega via dei Tribunali, il decumano maggiore, a Spaccanapoli. È la strada delle botteghe di presepi, che lavorano tutto l’anno con la stagione piena dai primi di novembre al 6 gennaio. Quando andarci senza restare incastrato nella calca è in la pagina dedicata.
Quanti chilometri è lunga Spaccanapoli?
Da un capo all’altro sono circa due chilometri. Il tratto monumentale, da piazza del Gesù Nuovo a via Duomo, è poco più di un chilometro e a passo lento, senza entrare da nessuna parte, si percorre in circa mezz’ora. I dettagli sono in quanto è lunga.
Si paga per entrare a Spaccanapoli?
No, e questa è la cosa che meno persone sanno: la strada è pubblica, aperta sempre, in parte pedonale, e non ha alcun biglietto. Si pagano gli interni, cioè il chiostro maiolicato di Santa Chiara, la Cappella Sansevero e il sottosuolo, e si paga la guida se la vuoi. Cosa fa salire il conto di una visita guidata lo spieghiamo in quanto costa.
Quanto tempo serve per visitare Spaccanapoli?
Mezz’ora se la cammini e basta. Mezza giornata se entri nel chiostro di Santa Chiara e in Cappella Sansevero, che ha ingresso a fascia oraria e sale piccole. I tour guidati del centro antico stanno quasi tutti fra le due e le tre ore: come organizzare la giornata è in quanto tempo serve.
Spaccanapoli è sicura?
È una strada affollata e viva fino a sera, e valgono le attenzioni di qualsiasi centro storico pieno di gente: borsa davanti, telefono non in mano nella calca, occhio ai motorini nei tratti stretti. Se è la prima volta, il tratto fra il Gesù Nuovo e via Duomo è quello che si cammina meglio. Il resto, senza allarmismi, è in è sicura.
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