Vedere Spaccanapoli dall’alto

Perché la vista dall’alto è il punto di tutta la faccenda
Camminando sul decumano vedi una strada stretta fra muri alti, e il nome non ti dice niente. Dalla collina vedi un taglio: una linea continua che attraversa il tessuto fitto del centro antico senza deviare, con le due parallele dei Tribunali e dell’Anticaglia poco più in là. Quella riga è il decumano inferiore, ed è la ragione per cui i napoletani hanno chiamato la strada come l’hanno chiamata. Il resto della storia sta in perché si chiama Spaccanapoli.
Come si sale
La strada più diretta dal centro antico è la funicolare di Montesanto: si prende alla stazione di Montesanto, che dal decumano è una camminata breve, e si arriva a Morghen. Da lì si prosegue a piedi in salita fino alla Certosa di San Martino e al suo belvedere. Non è una gita di mezza giornata: contando salita, sosta e discesa, mettine due o tre ore. Le altre stazioni utili e i collegamenti sono in come arrivare.
Cosa si riconosce da lassù
La prima cosa è la linea. La seconda è il contrasto fra il centro antico, compatto e regolare nella sua griglia, e tutto il resto della città, che si arrampica e si sfilaccia. Da quell’altezza si capisce anche perché l’impianto viene tradizionalmente ricondotto al modello ippodameo: le parallele e le perpendicolari si vedono a occhio, senza bisogno di una mappa. Se hai già fatto la passeggiata, riconosci i punti in cui ti sei fermato; se non l’hai ancora fatta, sali prima e poi scendi a camminare sapendo dove stai andando.
Prima o dopo la passeggiata
Cosa funziona
- Prima: scendi in strada avendo già in testa la geometria del centro antico
- Prima: capisci il nome invece di doverlo prendere per buono
- Dopo: riconosci le piazze e i campanili che hai appena visto da vicino
- Dopo: chiude bene una giornata cominciata sul decumano
Da sapere
- È un fuori programma di due o tre ore, non una deviazione di dieci minuti
- Con foschia la linea si distingue molto meno
- L’ultimo tratto è in salita, a piedi
- Nessun giro guidato del centro antico ci arriva: si fa per conto proprio
Il conto del tempo e della fatica
La funicolare di Montesanto fa il grosso del dislivello, ma l’ultimo tratto fino alla Certosa è a piedi e in salita, e non è un dettaglio per chi ha ginocchia stanche o bambini piccoli. Contando l’attesa della funicolare, la salita, la sosta al belvedere e il ritorno, la mezza giornata se ne va. Per questo lo tengo separato dalla passeggiata sul decumano invece di infilarlo nel mezzo: due programmi corti fatti bene, non uno lungo fatto di corsa. I tempi complessivi sono in quanto tempo serve.
Se non puoi salire
Si capisce lo stesso, guardando una mappa del centro antico prima di scendere in strada. Le tre righe parallele dei decumani si vedono a colpo d’occhio e le traverse le tagliano a intervalli regolari; da lì il soprannome smette di sembrare un’esagerazione. Non è la stessa cosa che stare sul belvedere, ma è sufficiente a non camminare per due chilometri chiedendosi che cosa avrebbero dovuto spaccare. Le tappe da fare a terra sono in cosa vedere.
Quando ci si vede meglio
Con aria pulita, che a Napoli significa spesso dopo un giorno di vento o di pioggia. La luce del tardo pomeriggio arriva di taglio e disegna le ombre dentro la fessura della strada, che è quello che rende leggibile il taglio; a mezzogiorno d’estate la foschia appiattisce tutto. Nelle giornate limpide d’inverno la vista è la migliore dell’anno. Il calendario generale è in quando andare, e vale anche per la salita: mattina presto o tardo pomeriggio, mai l’ora di punta del turismo.
Non aspettarti un cartello che dice «Spaccanapoli» sul belvedere. Cerca la fila di tetti che si interrompe in linea retta, all’altezza del centro antico: quella è la strada. Aiuta averla già camminata, o almeno aver guardato dove passa.
Il giro completo, se hai una giornata
Mattina sul decumano, con gli interni prima che le chiese chiudano a metà giornata; pranzo; pomeriggio a Montesanto, funicolare, Certosa e belvedere con la luce che cala. È il modo in cui accompagno chi viene a trovarmi la prima volta, e funziona perché le due metà si spiegano a vicenda. Le tappe della mattina sono in cosa vedere, i tempi in quanto tempo serve. Chi ha due giorni può invertire l’ordine e salire il primo pomeriggio: si arriva sul decumano il giorno dopo sapendo già dove si sta camminando, ed è la versione che preferisco.
Domande frequenti
Come si vede Spaccanapoli dall’alto?
Dal belvedere della Certosa di San Martino, sulla collina del Vomero. Si sale con la funicolare di Montesanto fino a Morghen e si prosegue a piedi. È la vista da cui nasce il nome: perché si chiama Spaccanapoli.
Quanto tempo serve per salire a San Martino?
Fra salita, sosta al belvedere e discesa, due o tre ore. Conviene tenerlo come mezza giornata separata, non incastrarlo dentro la passeggiata sul decumano.
C’è un tour guidato che porta al belvedere?
I giri del centro antico restano sul decumano e su via dei Tribunali: al belvedere si sale per conto proprio. Cosa comprendono i tour è spiegato in tutti i tour.