Cosa vedere a Spaccanapoli, tappa per tappa

Il senso di marcia: da ovest a est
Io la percorro sempre nello stesso verso, da piazza del Gesù Nuovo verso via Duomo. Non è una regola, è comodità: si entra dal lato largo, si finisce vicino alla Cattedrale e alla metro, e la sequenza delle cose ha un ordine che si tiene a mente. Il decumano prosegue anche oltre via Duomo, ma quella parte è più residenziale e ha meno da guardare. Se vuoi i due capi esatti, li ho messi in dove inizia e dove finisce.
Piazza del Gesù Nuovo e la facciata di piperno
La chiesa del Gesù Nuovo ha una facciata che non somiglia a nessun’altra facciata di chiesa: bugne di piperno a punta di diamante, grigie, che di mattina prendono la luce di taglio. Non era nata come chiesa. Era il palazzo dei principi Sanseverino, tirato su nel 1470, e quella parete è quello che è rimasto del palazzo. Al centro della piazza c’è la guglia dell’Immacolata. Entrare in chiesa non costa niente; è il punto in cui la maggior parte dei gruppi si raduna, quindi verso le dieci la piazza è piena.
Santa Chiara: la basilica e il chiostro sono due cose separate
Pochi passi più avanti c’è il complesso di Santa Chiara. La basilica è trecentesca, voluta da Roberto d’Angiò, ed è larga e spoglia dentro. Il chiostro maiolicato sta dietro e ha un ingresso a pagamento, staccato da quello della chiesa: è l’errore che vedo fare più spesso, gente che entra in basilica, non trova le maioliche e se ne va convinta di aver visto il chiostro. Le riggiole dipinte sui pilastri e sulle panche sono di Donato e Giuseppe Massa, 1739-1742, e sono la ragione per cui quel biglietto lo consiglio.
Via Benedetto Croce e i portoni
Qui la strada cambia nome e si stringe. Vale la pena guardare in alto e dentro i portoni: palazzo Filomarino, dove visse Benedetto Croce, palazzo Marigliano, palazzo Pinelli. I cortili si aprono su scale che non si vedono dalla carreggiata. Non c’è nulla da pagare e non c’è nulla di organizzato: si guarda e si va avanti.
Piazza San Domenico Maggiore
La piazza è uno dei due o tre punti in cui la strada respira. Nel convento di San Domenico insegnò Tommaso d’Aquino e studiò Giordano Bruno, il che spiega perché ogni guida si ferma qui dieci minuti. È anche il posto giusto per il caffè, preso al banco come si fa qui, o per un babà.
Cappella Sansevero, appena fuori dalla strada
La Cappella Sansevero non sta su Spaccanapoli: sta in via Francesco de Sanctis, un vicolo che parte da piazza San Domenico Maggiore. Dentro c’è il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, 1753, commissionato dopo la morte di Antonio Corradini nel 1752, e nella cavea sotterranea le due macchine anatomiche, tradizionalmente attribuite a Giuseppe Salerno intorno al 1763. Tutto voluto da Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero. Si entra a fascia oraria, le sale sono piccole e dentro non si fotografa. È l’ingresso per cui vale la pena organizzarsi in anticipo: ne parlo in visita alla Cappella Sansevero.
Piazzetta Nilo e il Corpo di Napoli
Poco più avanti, in largo Corpo di Napoli, c’è la statua del dio Nilo, un uomo sdraiato che i napoletani chiamano appunto il Corpo di Napoli. Accanto sta Sant’Angelo a Nilo. È uno slargo di quattro metri e la gente ci passa davanti senza accorgersene.
L’incrocio con San Gregorio Armeno
Poi arriva la traversa dei presepi. San Gregorio Armeno taglia in perpendicolare e sale verso via dei Tribunali: non è Spaccanapoli e non è un pezzo di Spaccanapoli, è un’altra strada che la incrocia. Le botteghe lavorano tutto l’anno, non solo a dicembre. Ho scritto a parte che cos’è San Gregorio Armeno e quando andarci, perché fra novembre e il 6 gennaio ci si passa spalla a spalla.
Cosa si paga e cosa no
Non si paga
- La strada, sempre, a qualsiasi ora
- La facciata e la chiesa del Gesù Nuovo
- La basilica di Santa Chiara
- Piazza San Domenico Maggiore e la statua del Nilo
- Guardare le botteghe di San Gregorio Armeno
Si paga
- Il chiostro maiolicato di Santa Chiara
- La Cappella Sansevero e il Cristo Velato
- Il sottosuolo, dove si scende con accompagnatore
- Una guida che ti spieghi quello che stai guardando
Le chiese chiudono a metà giornata, indicativamente fra mezzogiorno e mezzo e le quattro e mezza del pomeriggio. Se hai una mattina sola, fai gli interni prima di pranzo e tieni le vetrine e i vicoli per il pomeriggio. Il dettaglio degli orari sta in quando andare.
Con una guida o da solo
La strada si cammina benissimo da soli: è dritta, è pubblica e non ci si perde. Quello che cambia con una guida sono due cose, il racconto e i biglietti già presi. I giri del centro antico durano intorno alle due ore e mezza e infilano gli ingressi dentro il percorso, così non si fa la fila due volte. Se stai decidendo, ho messo i pro e i contro in ne vale la pena e il confronto completo in tutti i tour.
Domande frequenti
Cosa si vede a Spaccanapoli in un giorno?
In una giornata piena ci stanno il Gesù Nuovo, il chiostro di Santa Chiara, San Domenico Maggiore, la Cappella Sansevero, la piazzetta Nilo, San Gregorio Armeno e il Duomo, con calma e con la pausa di metà giornata quando le chiese chiudono. Se hai meno tempo, guarda quanto tempo serve davvero.
Si paga per entrare a Spaccanapoli?
No. È una strada pubblica, aperta a ogni ora, senza biglietto e senza tornelli. Si pagano solo gli interni: il chiostro di Santa Chiara, la Cappella Sansevero, il sottosuolo. Il dettaglio di cosa si paga sta in quanto costa.
Qual è la cosa da non saltare?
Se devi sceglierne una sola, il Cristo Velato in Cappella Sansevero. Si entra a fascia oraria e le sale sono piccole, quindi conviene avere l’ingresso già in mano o farlo dentro un giro guidato.
Da che parte conviene cominciare?
Da piazza del Gesù Nuovo, arrivando dalla metro Dante o da via Toledo, e camminando verso via Duomo. Le indicazioni per arrivare a entrambi i capi stanno in come arrivare.